Cosa sono le stablecoin?

stablecoin

Gli stablecoin sono delle criptovalute il cui prezzo è stabile in quanto vincolato ad un mezzo di scambio stabile, come una valuta fiat (dollaro, euro) o una commodity (come l’oro). Nella politica monetaria, questo è noto come tasso di cambio fisso. In questo modo si possono avere i vantaggi delle cripovalute come decentralizzazione, sicurezza e velocità senza avere le oscillazioni prezzo che impediscono, di fatto, che possano essere un valido sostituto al denaro reale.

La stabilità delle stablecoin permette, per esempio, di fornire prestiti in criptovalute, attraverso la DeFi, e guadagnare dai loro interessi senza correre il rischio di incappare in grosse svalutazioni.

Cosa vuol dire collateralizzazione?

Collateralizzazione deriva dall’inglese “collateral” che significa “garanzia”: esso si riferisce a un asset che un prestatore accetta come garanzia per un prestito.

La garanzia può assumere la forma di beni immobili, strumenti finanziari, oro, terreni o altri tipi di attività, a seconda dello scopo del prestito. Tale oggetto viene chiamato sottostante. La garanzia funge da forma di protezione per il creditore. Cioè, se il mutuatario non rispetta i pagamenti del prestito, il prestatore può sequestrare la garanzia e venderla per recuperare parte o tutte le sue perdite.

Nel caso delle criptovalute la collateralizzazione indica che per ogni token dal valore di 1 USD vi è la stessa quantità di USD reali bloccati a garanzia in qualche banca. Questa garanzia porta al fatto che, per esempio, qualora tutte le persone che detengono una stablecoin USD vogliano convertirla in USD reali, questa operazione sia sempre possibile.

Stablecoin collateralizzate fiat e commodities

Gran parte delle stable coin adottano un ancoraggio off-chain, ossia al di fuori del sistema della blockchain utilizzando beni garantiti da autorità terze, solitamente istituzioni finanziarie di tipo tradizionale.

L’emissione di stablecoin off-chain prevede i seguenti passaggi:

  • Raccolta di capitale nella valuta o commodity in questione
  • Deposito del capitale certificato da una autorità terza
  • Emissione dei token corrispondenti tramite smart contract

Stablecoin collateralizzate in crypto

Le stablecoin con asset crypto bypassano la tradizionale infrastruttura e utilizzano altre risorse crittografiche come garanzia di stabilità di valore.

Questo metodo di funzionamento elimina l’ingerenza di un’autorità centrale, ma richiede un surplus di valute crittografiche al fine di fare fronte alla volatilità del prezzo.

Il rapporto di garanzia in questo caso è 1:1,5 se non addirittura maggiore. 

Stablecoin non collateralizzate

In questo caso vi è un algoritmo che funge da banca centrale e che, tramite gli Smart Contract, gestisce domanda e offerta: se il prezzo sale, si conia un numero maggiore di token; se il prezzo scende, parte dei token in circolazione vengono riacquistati e bruciati.

Stable Coin USD collateralizzate fiat

Tether (USDT)

La stablecoin più famosa è TetherUSD (lanciata nel 2015); essa è la stablecoin a maggiore capitalizzazione e più diffusa.

USDT è collateralizzata al dollaro USD 1:1, quindi oggi con 60 mld di capitalizzazione significa che da qualche parte vi avranno 60 mld di dollari bloccati. L’azienda Tether che detiene questi dollari non li tiene fermi ma fa invece riserva frazionaria: detiene una piccola parte in liquidità e la restante parte la investe. Ovviamente questa operazione porta a dei notevoli guadagni a Tether ma un rischio per gli investitori: qualora tutti coloro che possiedono USDT volessero convertire i loro token in USD c’è il rischio di mancanza di liquidità.

Inoltre Tether soffre di scarsa trasparenza: più volte sono stati chiesti audit e rapporti sulla sua liquidità, ma l’unica verifica è stata effettuata da uno studio legale privato nel 2018. Inoltre Tether ha più volte spostato la sua sede per eludere i controlli di fiscalità e ora si appoggia ad una banca alle Bahamas.

USD Coin (USDC)

USDC è una stablecoin collateralizzato 1:1 al dollaro creato dal consorzio Centre, fondato dall’azienda Circle e include membri da Coinbase e l’azienda di mining Bitmain, che si occupa di creare asset collateralizzati al 100% e stabili, come, appunto, l’USDC.

USDC fa anch’esso riserva frazionaria ma, a differenza di USDT, si vuole distinguere per la trasparenza e l’ottemperanza alle leggi americane: pubblica mensilmente un audit di uno studio legale indipendente che certifica la presenza del sottostante, come dichiarato.

Essendo UDSC un token ERC20 opensource viene utilizzato spesso in piattaforme di CeFi e DeFi.

Il limite principale di USDC è la centralizzazione, in quanto la sua gestione è tutta in mano a Centre. Questo ultimo può, potenzialmente, censurare e blacklistare degli address o controllare le transazioni. Questo ovviamente va contro lo spirito di decentralizzazione e anarchia delle criptovalute.

Paxos (USDP)

Paxos è una stablecoin lanciata dall’omonima azienda. Questa stablecoin non fa riserva frazionaria, si appoggia ad una liquidità completamente presente in conti correnti, inoltre è certificata e segue tutte le leggi americane come USDC. Per questo motivo è molto utilizzata sopratutto nelle piattaforme di CeFi.

Il limite principale è la difficoltà di trovarla negli Exchange, tranne quelli più famosi.

Binance USD (BUSD)

BUSD è una stablecoin erogata sempre da Paxos ma in collaborazione con Binance. E’ molto simile a Paxos ma molto legata all’ecosistema Binance. Ne esiste una versione token BEP2 in modo che sia compatibile con la Binance Chain.

Fuori da Binance per ora è poco utilizzata.

TrueUSD (TUSD)

Emessa dalla società TrustToken il cui scopo è, come dice il nome, fornire la massima trasparenza e fiducia: non vi è riserva frazionaria, il collaterale è completamente liquido e non conservato dalla società stessa ma da degli conti bancari escrow che sono dei depositi di terze parti a cui TrustToken non ha accesso diretto.

Il detentore del token ha inoltre tutela legale dei fondi che possiede.

Il suo problema è principalmente la centralizzazione, analogamente a USDT, USDC e BUSD.

Stable Coin USD collateralizzate crypto

Queste stablecoin non hanno una azienda centrale emettitrice ma sono gestite dalla blockchain mediante smart contract collateralizzando cripto. Questo avviene tramite una leva di interessi che bilanciano di domanda e offerta per portare il valore del token tendente a 1$. La collateralizzazione è on-chain con altre crypto

Queste stablecoin hanno il vantaggio della decentralizzazione, quindi non sono censurabili, non legate ad un asset fisico svalutabile, non legate ad una azienda privata e così via. Non c’è quindi alcun audit nè controllo. Queste caratteristiche le rendono molto utilizzate sulla DeFi.

A differenza dei token collateralizzati USD, il sottostante è molto più rischioso poichè si aggiungono ai rischi delle coin sopra indicati anche il rischio di svalutazione del sottostante. Inoltre non c’è alcuna legge a tutela dell’investitore.

Dai (DAI)

DAI (anno di lancio 2017) è al prima stablecoin crypto-backed.

E’ un token ERC20 ed è la stablecoin più utilizzata.

sUSD (SUSD)

E’ la coin della piattaforma Synthetix che è una piattaforma che, come dice il nome, ha lo scopo di creare asset sintetici: è possibile fare trading di asset tradizionali collateralizzati crypto.

mStable (MUSD)

E’ la coin di MStable che la crea collateralizzandola con altre stablecoin.

Reserve (RSV)

E’ la coin di Reserve. Collateralizzata con altre stablecoin (1/3 USDC, 1/3 TUSD e 1/3 PAX) ma con una differenza rispetto a MUSD: l’obiettivo è diventare sempre più decentralizzata svincolandosi sempre più al valore del dollaro in modo da avere come unica costante il suo potere d’acquisto. L’obettivo è quindi ottenere una moneta immune all’inflazione o alla deflazione, il cui potere di acquisto rimane sempre costante nel tempo. Come dice il loro slogan “Stable currency, an human right”.

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